Le persone mi scrivono...
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Pogresso psicologico e crescita spirituale [20.Feb.2010]

Quando mi disse " Nel giorno del giudizio ti chiederà: che ne hai fatto di te stessa?.." non  mi ha lasciata indifferente .

 

Riconosco che ho seppellito il Suo talento, è stato come un suicidio...(quante volte in questi anni gli ho chiesto di lasciarmi morire!...per disperazione,
vergognandomene, ma l'ho fatto; convinta che la mia vita non avesse
alcun senso se non essere un peso per gli altri

Nessuno ha mai capito questo mio dramma o non lo ha mai voluto capire...ma la colpa è stata anche mia che ho lasciato che andasse così.

Ho chiesto perdono a Dio e a me stessa dal profondo del cuore e pian
piano, in mezzo al dolore ho cominciato ad avvertire una sensazione
stranissima...difficile da spiegare.

Tutta la mia angoscia ha incominciato a trasformarsi in tenerezza.

E' come se mi fossi rivista figlia di me stessa; piccola, fragile, da aiutare a crescere. Ho sentito una dolcezza infinita dentro di me volgendo lo sguardo a quella creatura per accoglierla, riconciliandomi con lei e con Dio.

 

Devo aver riconosciuto la parte di me che non ho mai accettato, che chiamava e io facevo tacere.
Da questo momento ho avvertito chiaro il miracolo che stava avvenendo
dentro di me.....
Ero al lavoro,  ma non potevo fare a meno di sentirmi rapita da una serie incessante di emozioni. Continuavo a fare le mie cose e nello stesso tempo avvertivo questa trasformazione che continuava da sola a crescere.....ho buttato giù due righe per non dimenticarla.
 Mentre compivo le solite azioni  della mia vita la trasformazione procedeva tranquillamente dentro di me.
 Non ho fatto nessuno sforzo, non l'ho nemmeno pensato...mi sono ritrovata
con i miei figli semplicemente, spontaneamente "leggera e frizzante" .
 
Finalmente mi sono sentita autentica.

 Mi sono sentita Mamma,  qualsiasi cosa pensassi di loro (mi venivano in mente la bocciatura, ) non mi interessava niente del giudizio eventuale di alcuno (tanto meno di mia madre)!

Ho incominciato a guardare a determinati problemi con occhi nuovi, miei. Sentivo una grande serenità dentro....il mio senso di sicurezza.

Mi aiuterà anche ad essere moglie diversa!


Ma non è finita così; durante i miei percorsi per tutta la giornata ho
avvertito un gran desiderio di silenzio ,  soprattutto mio!

I miei silenzi sono diventati Sacri. Non ricercati, ma spontanei. Tuttora non
ho tanta voglia di parlare. Dico il minimo indispensabile e sto bene .

 

Sentivo tutto il mio essere, il mio corpo, la mia mente, protesi  verso questa "Voce silenziosa"...non avevo più  bisogno di  isolamento....mi invadeva in qualsiasi istante e in qualsiasi luogo gonfiando di gioia il mio cuore, avrei solo
voluto fermarmi per poterla sentire e gustare meglio, in raccoglimento....
Era, ed è indefinibile,  meravigliosa!

La Voce di DIO; non più io cercavo lei, ma lei me. Dio che mi sta cercando....cosa c'è di più grande, di più bello dell'incontro con Dio.

Non trattengo la commozione.
E' vero, la voce viene da dentro e mi ritrovo ad ascoltarmi.

Sento Dio farsi spazio dentro di me e faccio di tutto per lasciarlo entrare.

Ora non mi fa paura, al contrario, avverto una dolcezza infinita.
Questa è la vera Forza, quella che mi farà superare ogni ostacolo ed
ogni sofferenza.

L'AMORE di DIO è più grande del dolore, sento il miracolo crescere dentro di me come un prodigio...Dio mi sta rigenerando a nuova vita.

Ho permesso a molti di tarparmi le ali [17.Jan.2010]

 

In questi anni ho permesso a molti di tarpare le ali alla mia allegria, al mio lato giocoso, ai miei intuiti a volte anche un po' bizzarri, ai miei progetti .

Ora voglio recuperare tutto questo.  

Mi trovo ad assaporare momenti nella giornata in cui mi sento io, vera e viva.

Non sono più disposta ad accettare ciò che prima mi rassegnavo a vivere.

 Mi sento felice  per cose semplici, come fermarsi a respirare l'aria cogliendone le vibranti sfumature o lasciare che la musica pervada il mio essere e diventi,
attraverso il movimento del corpo, un inno di gioia .

 

Alla tenera età di 48 anni mi è concesso di rivivere lo stupore davanti alle piccole cose della vita che di solito è peculiarità  dei bambini .
Tutta questa rinascita non ha certamente ancora riscontro concreto nella
mia vita perchè i fatti parlano di  precarietà economica, solitudine familiare e parlare di rinascita con questi presupposti mi rendo conto che risulti poco credibile .

 

Solo quella voce flebile ma nitida dello Spirito, quel soffio leggero che ti accarezza l'anima, mi dà la ferma certezza che da questo stallo uscirò, che il Signore sta preparando qualcosa anche per me, qualcosa che si concretizzerà se io aderirò con il mio impegno e mi  commuovo solo al pensiero di tanta premura e tenerezza.




 

L\'IMPORTANZA DI ESSERE AUTENTICI [27.Oct.2009]
 

 

Sono una ragazza di ventidue anni e ho capito  quanto sia controproducente mentire a se stessi e vivere una vita senza essere in comunione profonda con i propri bisogni e desideri reali.

Tutto è iniziato con un attacco di panico,la mancanza di aria per respirare,e poi perdita di stimoli nei confronti della vita e mancanza di senso delle cose che mi circondavano.

Un vortice che in poco tempo,da quell’orribile sintomo iniziale,mi ha trascinato sempre più in basso,fino a che ho toccato il fondo.Ho provato sulla mia pelle la voglia di morire,di porre fine a quell’agonia sconosciuta, e apparentemente priva di senso.

Ed è stato col contatto del dolore profondo,presa dalla smania di ritrovare la pace,che per la prima volta dall’ultimo anno e mezzo mi sono guardata dentro davvero.

Solo in quel momento sono riuscita ad entrare in contatto con la mia realtà,con quello che la mia voce interiore mi stava comunicando ormai da tempo,ed  alla quale io,per paura di soffrire,di mettere tutto in discussione,di abbattere ciò che fino a quel momento avevo costruito,non avevo mai dato retta prima.

Ho ripercorso per la prima volta,con razionale lucidità,imponendomi di non mentire a me stessa sul benchè minimo particolare, il mio rapporto sentimantale con Nicola,intuendo che il nocciolo della mia sofferenza era lì .

Non appena io e questo ragazzo ci siamo conosciuti, sin da subito ho percepito in lui una caratteristica che mi ha affascinata:era pazzo di me!So che questa non è una caratteristica che di solito intriga la maggior parte delle ragazze,ma io,che purtroppo ho un aspetto narcisistico molto sviluppato,ho  ceduto al fascino del mio adulatore come un’ape  a quello del  fiore .

Avevo fatto breccia nel suo cuore come mai in nessuno prima.Ogni suo gesto,ogni sua parola,ogni suo sguardo mi faceva sentire la donna più desiderata e perfetta al mondo.Per lui non avevo difetti e tutto mi era dovuto .Io dal canto mio ho apprezzato in lui la dolcezza,la sensibilità e purtroppo quell’insicurezza che mi faceva sentire la parte più forte del rapporto. In realtà infatti, manipolavo Nicola per renderlo il più possibile vicino al mio ideale di uomo.

Inizialmente questo rapporto mi dava sicurezza,ma poi la stessa sicurezza che all’inizio mi faceva stare bene mi ha soffocata.Io vedevo Nicola come un figlio,da educare,da crescere ed io per lui incarnavo la madre,l’insegnante.Ho creato una fotocopia di me stessa,e nello stesso tempo uno specchio che sempre mi diceva che ero ”la più bella del reame!”.

Ad un certo punto però,per fortuna,è emersa la parte autentica di me,che urlava e si disperava perché non solo era insoddisfatta,ma stava piano piano appassendo,perdendo completamente la vita.Per mesi ho ignorato la voce dentro me che chiedeva giustizia.Giustizia perché  io voglio un uomo accanto che mi faccia innamorare per  la sua saggezza,le sue idee,la sua personalità…perché sappia starmi accanto nel modo giusto, che non accetti passivamente i miei difetti,ma mi aiuti a tirare fuori la parte migliore di me.

Non posso tollerare più di essere adorata,non sono una bambola da ammirare ma una donna che ha bisogno di un continuo confronto stimolante con il suo uomo.Per me l’amore non è quello che stavo vivendo,l’amore è pienezza,gioia profonda, condivisione…

Ma per arrivare a questo la strada è lunga e il primo passo necessario da fare è l’accettarsi così come si è ,nella nostra diversità o meglio,unicità.

E guardare sempre in faccia la realtà sia su noi stessi che sul mondo perché così potremo cambiare ciò che non ci piace,e  vivere le cose senza illusioni,costruendo qualcosa di concreto.

Se mentiamo a noi stessi, potremo dire con fierezza di essere padroni della nostra vita.

 

per essere bravi genitori non ci si deve annientare [ 3.Apr.2009]

Carissimo Dott. Poli,

il mio problema è sempre stato la convinzione che il voler bene ad un figlio si misuri con quanto si è in grado di accudirlo, servirlo, seguirlo, accontentarlo.

 

"Se segui tuo figlio sei una brava mamma" e quindi "se sei una brava mamma avrai un bravo figlio": diligente, obbediente, responsabile, autonomo. Tutte belle parole che, prima le maestre, poi i professori, mi hanno sempre raccomandato.

Peccato che nonostante mi annientassi psicologicamente e fisicamente per Paolo e gli altri due figli più piccoli, succedeva esattamente l'opposto: mi ritrovai in casa tre piccoli despota!

 Più tempo dedicavo loro, più loro ne pretendevano; era come voler riempire una bottiglia forata sul fondo. Mamma vieni, mamma dammi, mamma voglio, mamma ascoltami ...!"

 

Ad un certo punto, completamente svuotata, ho cominciato, grazie a Dio, a pensare che qualcosa non funzionasse.

Ma tutto e tutti intorno a me dicevano però che i figli sono una fatica e che purtroppo la scelta di avere dei figli oggi è una scelta di sacrificio e mortificazione. Anzi ancor meglio dopo una vita di sacrifici i miei figli mi avrebbero dato il ben servito girando i tacchi e sbattendo la porta!

Era un'altalena tra il pensiero perbenista ed educativamente saggio della società e il mio sempre più evidente tracollo verso il baratro. Sempre più spesso piangevo.

 

Tutti intorno a noi non facevano altro che colpevolizzarci, perchè troppo impegnati nel lavoro, perchè non seguivamo abbastanza i nostri figli, perchè avremmo dovuto cominciare a smettere di pensare a noi e a sacrificarci più per loro.

Tra me e me pensavo che più sacrificati di così non si poteva essere: niente amici, niente svaghi, vacanze su misura di bambino e assunsi persino una donna che si occupasse della casa per avere più tempo con i bambini.

Fino al punto in cui cominciai ad odiare i miei figli, ma in particolare Paolo perchè era quello che dava più problemi; cominciava a prendere posto nel mio cuore un sentimento di profondo rancore e il desiderio di eliminarli, di farli sparire dalla mia vita. Loro erano diventati un ostacolo alla mia felicità. Una sera dopo l'ennesima nota e l'ennesima insufficienza portata a casa da Paolo, io non ci ho più visto, cominciai a strattonare Paolo così forte, che dovette intervenire mio marito. L'ennesimo mio pianto e la mia disperazione, quella sera, toccai il fondo! Ormai più giù di così non potevo andare.

 

Dopo un colloquio era tutto finalmente chiaro: basta ora non si poteva perdere più tempo. Tornati a casa, da quel giorno l'atteggiamento cambiò: ormai mi ero resa conto che non potevo lasciarmi divorare dai sensi di colpa, non era giusto odiare i miei figli e la mia famiglia e non era umano pensare di tirar su dei figli con la convinzione che questi siano un sacrificio. 

Ma se non si accende quella luce dentro di noi e non ci lasciamo illuminare senza remore, il cambiamento non accade.

E' un po' come quando si pedala su una bicicletta ancorata ai rulli, si può arrivare a pedalare fino allo sfinimento, ma non ci si muove.

Io non credo e non ci ho mai creduto alla mortificazione e al sacrificio forzato per essere felici! Infatti ora sono serena, sono serena sul lavoro, sono serena a casa,  con la voglia di stare in casa, mi sento rilassata, pur sempre affaticata, ma con gusto.

Chi ha mai detto che per essere bravi genitori ci debba annientare, credo piuttosto che per un figlio sia meglio avere genitori sereni e felici, piuttosto che pazzi isterici.

In compenso sono cominciate le crisi di Paolo.

Il bel ragazzotto si è trovato a dover fare i conti con la realtà. Arrivano le dieci di sera e Paolo si trova sommerso dai compiti, durante il giorno ha bighellonato giocando a freccette o a biglie, nessuno si è seduto accanto a lui e lo ha aiutato! Poveraccio! Io d'altro canto gli ho solo ricordato un paio di volte l'ora.

Paolo il Martedì ha la lezione di tennis alle 15.00; alle 15.30 ancora pacificamente seduto sul letto, (sostiene che deve riposarsi dopo la scuola!) mi chiama per chiedere se è ora di partire. Io molto tranquillamente rispondo che sarebbe dovuto partire 30 minuti prima! Paolo comincia allora ad arrabbiarsi con me e ad agitarsi perchè oltretutto si era accordato con un amico per andarci in bici. "Mamma tu te ne stai lì senza dirmi niente e te ne freghi, sono le tre passate e non mi chiami, non ti importa niente di me, ti preoccupi solo dei tuoi affari!" Mi urla in faccia Paolo, mentre sto finendo di sistemare la cucina dopo avergli preparato il pranzo e dopo avergli ricordato il giorno e la lezione.

Paolo è molto arrabbiato, ma soprattutto disorientato. Ora io e suo padre siamo più sereni e non ci arrabbiamo come prima quando combina qualcosa o porta a casa brutti voti, ma semplicemente ci facciamo vedere risentiti e gli ricordiamo ogni volta che l'artefice della sua vita è lui. Noi siamo presenti e sempre disposti ad accoglierlo, ma la volontà ce la deve mettere lui, nessun altro.

Ieri pomeriggio è tornato a casa con un 4 in geografia. Mi è molto dispiaciuto ed ero anche arrabbiata, però mi ha consolata il suo atteggiamento, ha confessato di non aver studiato e mi ha promesso di farsi interrogare per rimediare. Prima avrebbe incolpato la profe di essere stata "stronza" con lui! La strada è lunga e Paolo non è sicuramente un ragazzo maturo, ci sono ancora molti alti e bassi, ma ora ho l'intima certezza che questa sia la strada da percorrere perchè nonostante tutto amo Paolo , i miei figli e la mia famiglia , amo i loro volti e il modo di essere imperfetti. Non siamo una famiglia da "Mulino Bianco", mio marito qualche volta si arrabbia con me e io con lui, i miei figli non sono al top delle classifiche scolastiche e ogni tanto combinano guai, ma va bene così!

 

Una mamma  

 

 

dire ciò che ho nel cuore , senza paura [30.Jan.2009]

Buona sera Dott. Poli ,

le scrivo per comunicarLe i miei pensieri.

 

 Sono stanca di "dover" agli altri: io NON DEVO NULLA!! 

 

Questa sensazione mi ha accompagnato tante volte e  lo farà ancora, anche se  spero di riconoscerla per buttarla via.

 

Credevo di essere libera, di fare ciò che volevo ma ho notato una differenza fra l'essere liberi scappando dalle situazioni(ed io l'ho fatto spessissimo anche fisicamente, proprio correndo!) dall'essere liberi affrontando di petto quello che ti si presenta, dicendo ciò che hai nel cuore senza sopratutto preoccuparti di cosa può pensare l’altra persona , di come la puoi forse perdere.

Proprio oggi ho affrontato una situazione dalla quale appena possibile sarei scappata invece con calma l'ho affrontata e poi mi sono sentita serena, non sentivo l'urgenza dentro di me di darmela a gambe ma sarei stata li' ancora.

 

Oggi inoltre volevo scrivere su Facebook ad un mio amico, per me non c'era nulla di male, sapevo che mio marito non era d’accordo ma cosa volevo io:scrivere ! allora avevo 2 possibilità: non farlo o farlo e cancellare(=scappare) ho deciso di scrivere, non cancellare e chiamare mio marito dicendogli che avevo scritto al mio amico che è anni che non vedo perchè è quello che desideravo fare , sperando che capisse.

 

Non ha capito, io ho sofferto, non sono stata bene, si è ripresentata quella profonda inquietudine che mi sta facendo compagnia in questo periodo, ed ho pensato cosa mi impauriva:l'essere sgridata.

Sono debole e credo che chi mi circonda conosca meglio i me le mie debolezze.

Mi sento stanchissima mentalmente, continuo a pensare, a voler capire e mi sto fondendo il cervello!! Voglio aver fiducia ma a volte penso, considerando che sono pessimista, tutto questo servirà?Dove mi porterà?Sarò davvero più serena?Migliorerò il mio stato emotivo o peggiorerò irrimediabilmente?

Mi sento tristissima, vorrei SOLO piangere, dentro sto veramente male anche se mi sforzo ad essere uguale per la mia famiglia. non ho voglia di fare niente, non voglio cucinare, pulire, non mi alzerei la mattina, ho un profondo senso di VUOTO che mi attanaglia. Cosa faccio????

 


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