Le persone mi scrivono...
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I figlie la ferita della verità [17.Jun.2010]

 

 

 

Questa sera Luca ha dato il meglio di sé.

Dopo aver stuzzicato la sorella più piccola nei cinque minuti di convivenza in bagno durante il lavaggio denti, va a letto e, non sapendo cosa fare, comincia e disturbare l’altra sorella che sta tranquillamente facendo un cruciverba.

Non contento pretende che lei gli dia il libretto su cui sta scrivendo perché, dice, è anche suo. Lei risponde scocciata : “no, lo sto usando io”.

Cerco di sedare gli animi, dicendo che è ora di dormire e spengo la luce.

 

Appena il tempo di scendere le scale e sento Irene protestare e arrabbiarsi con lui. Salgo e lei mi riferisce  che Luca le ha detto cogliona dopo averle preso e  lanciato il suo peluche preferito.

” E’ uno scherzo” dice lui.

Ma questa è la solita frase che candidamente pronuncia dopo le solite provocazioni.

Peccato che nessuno rida- gli rispondo !

Prova a dare la sua versione, ma lo fermo subito: ”Non ci credo. Sai perché? Perché di te non mi fido!”.

Tenta di nuovo di raccontare la sua versione, ma lo blocco nuovamente.

“Non è giusto! – dice - credi solo a quello che dice Irene!”.

”E’ vero! Perchè spesso tu dici molte bugie e qualche verità, come posso crederti? Ma tu ti fideresti di una persona che si comporta così con te?”.”No”.

“Allora perché io dovrei fidarmi di te?””

Questo è vero - insiste-   ma non è vero che vuoi bene a tutti e tre allo stesso modo!

”Io sono sicura di volere bene a tutti e tre allo stesso modo, tu pensala come vuoi.”

 

“Allora perché quando Irene deve sparecchiare, se tarda la chiami gentilmente mentre se tardo io mi sgridi subito?”

”Perché, secondo te? Prova a pensarci…Ti sei mai accorto che spesso Irene apparecchia e sparecchia quando tocca a lei e spesso anche quando toccherebbe a te senza che io glielo dica e senza mai lamentarsi? Quando tocca a te ti devo sempre chiamare e in più ti lamenti sempre. Mi sembra ovvio che io non la sgridi per i suoi rari ritardi, mentre tu fai così ogni giorno!

 

”Comunque è stata Irene ad iniziare prendendomi in giro!”

“Quante volte tu l’hai presa in giro offendendola davanti ai tuoi amici! Per te era sempre uno scherzo,no?

O tu lo puoi fare e lei no?

Se qualcuno ti prendesse in giro più volte offendendoti, a te piacerebbe?” “No. A volte a scuola lo fanno e non lo sopporto!”  

“Perché , allora, Irene dovrebbe sopportare te?”.

 

Luca proprio non molla,e pur di far valere le sue ragioni incalza continuamente “comunque lei mi ha risposto MALISSIMO quando le ho chiesto di darmi il libretto” “ma tu non glielo hai chiesto- rispondo ..lo hai ordinato! E visto che ti ha risposto di NO te la sei subito presa .

Io ero lì e ho sentito : ti ha risposto molto meglio di come le rispondi tu tante volte.

Con tutte le rispostacce che dai tu, cosa ti aspetti ? che ti dica -in questo momento non posso, fratello caro? –

E poi finalmente Irene si è svegliata e ha capito che non deve accettare soprusi da te.

Chi sei tu per dare ordini a tua sorella? Il grande capo e lei la  servetta obbediente ?

Se per un po’ ci sei riuscito come vedi adesso non funziona più così.

Quindi, visto che siamo tutti stanchi dei tuoi atteggiamenti prepotenti e delle tue lamentele, se vuoi, prendi il tuo cuscino, questa è la coperta e vai a dormire di sotto perché preferiamo non vederti nemmeno!

Recitando il suo solito NON E’ GIUSTO, finalmente va di sotto e dorme lì tutta la notte.

L\'approccio maschile all\'educazione [28.Apr.2010]

 

 

Caro dott. Poli,

ho letto il suo libro “Mamme che amano troppo”, l’ho trovato chiaro e concreto, ma soprattutto ritengo abbia messo il dito su una delle principali piaghe delle idee educative in voga oggi: cioè quello che i bambini vanno accontentati sempre, che bisogna evitar loro il dolore, il sacrificio, le conseguenze dei loro errori e le responsabilità in generale; che essi debbano solo divertirsi, fare quello che vogliono .

Questo nell'illusione che così crescano felici e forti; invece diventano deboli, capricciosi, pretenziosi, egoisti, sempre scontenti, un problema per sé e per gli altri. Un altro ritornello è che se proibiamo loro qualcosa verranno su dei frustrati.

Molte delle testimonianze comprese nel suo libro hanno di che lasciare senza parole. I racconti di figli che gridano alla mamma “crepa!” o “ti odio!” mi hanno lasciato allibito.

La non-educazione di oggi, al posto di far emergere dal bambino le sue qualità migliori, insegnargli la virtù, l'altruismo, l'amare, esalta fino al paradosso quelle tendenze che tutti abbiamo ereditato col peccato originale, ma che dobbiamo dominare: l'egoismo, l'egocentrismo, l'usare l'altro,l'avidità, la rabbia, l'odio, e tutte le peggiori passioni umane.

Il metodo educativo di oggi rende anche difficile nei ragazzi la fede in Dio, perché se lo immaginano come colui che esaudisce tutti i loro capricci. Siccome presto si accorgono che non fa così, allora ricusano di credere in Lui. Che tragedia!

Ieri mi trovavo con una coppia di amici che hanno una bambina di tre anni. Io dico “Andiamo a mangiare la pizza in quel posto” - “Sarebbe bello ma non si può, perché la bambina non vuole”. Allora ho detto a lui “Ma dai, la bambina te la prendi e te la porti dietro. Fine del problema.”. Mi ha ascoltato, la bambina ha cambiato presto idea, e le è anche piaciuto...

Quello che molti non riescono a capire è che viziare i bambini significa rovinarli .

Viziandoli non è che li si fa più felici, ma li si fa diventare dei tiranni, delle pappe molli, o entrambe le cose.

Ho letto che il dott. Benjamin Spock, quello di “i bambini vanno accontentati”, sia morto suicida lasciando scritto “ho rovinato due generazioni di americani”. Mi dispiace sinceramente per la sua sorte, ma che quella teoria (che però è più viva che mai) sia un tremendo errore è un dato di fatto.

Tempo fa avevo iniziato a dare lezioni di chitarra a un diciottenne che me l'aveva chiesto. Era molto interessato ad imparare a suonare, diceva, e sono sicuro che fosse sincero.

Nelle prime lezioni, quando io avevo iniziato a insegnargli le basi, mi disse che voleva imparare prestissimo a suonare come quelli del suo gruppo rock preferito. Io gli risposi che certamente ci sarebbe riuscito, se però avesse avuto un po' di pazienza, di costanza e di buona volontà. Nonostante facesse progressi e dimostrasse attitudine, dopo poco abbandonò le lezioni perché costavano troppa fatica e ci sarebbe voluto troppo tempo per diventare bravo. Io gli dissi che senza un minimo di applicazione non avrebbe raggiunto niente di bello e soddisfacente nella vita; chissà se poi ha capito.

Ma di quanto i ragazzi di oggi siano fragili, arrendevoli, deboli, svogliati l'ho visto anche nelle lezioni private d'inglese che do. Non è colpa loro, sono stati educati così dagli adulti. Basta un ostacolo, la necessità di uno sforzo maggiore e subito dicono che non ce la fanno, gettano la spugna. Io ho solo 36 anni, ma quelli della mia generazione sono molto, molto diversi. Quand'ero ragazzo si sapeva stringere i denti e mettersi un po' d'impegno; non tutti e non sempre, ma in generale molto di più. Senza contare che quand'ero bambino si giocava fuori casa con le bici, i carretti artigianali, e le capanne, e spesso si tornava a casa sporchi, sudati, magari col ginocchio sbucciato. E così si imparava anche a vivere. Oggi guai se il bambino si stanca, se si sporca, se suda...!

Del resto il Libro dei Proverbi è molto d'accordo col suo libro, dott. Poli. C'è anche scritto “coccola tuo figlio [nel senso di “vizialo”] e ti spaventerà”. Com'è vero!.

Sperando di non averla annoiata, le porgo cordiali saluti.

 

 

Mi sentivo sbagliata [28.Apr.2010]

 

 

 

Il sentirmi sbagliata mi ha frenato sempre perchè, nei momenti in cui avrei dovuto buttare fuori tutta me stessa... sentivo intorno la disapprovazione e a questa davo ascolto.

Nel dubbio, la paura... di sbagliare! Il senso di inferiorità mi portava a dare ragione agli altri, a convincermi che quello che dicevano loro con tanta sicurezza era giusto... io mi facevo forte della loro sicurezza .. In particolare di quella dei miei famigliari che sapevo volermi bene , come se fossero infallibili .
La paura e il disagio di pensare male di loro... lo facevo, e me lo dicevo... e subito dopo me ne pentivo e mi scusavo, tornando nel mio ruolo!
Sì... ero diventata la brutta copia di tutti..

Quello che volevo dirle è che sto avvertendo crescere in me quell'equilibrio di cui ho sempre avuto bisogno... tra la mia spiritualità e la mia umanità. E' sempre stato il mio problema.. non riuscivo a farli convivere.... o uno o l'altro!

L'essere cristiani... è essere se stessi. Come Dio ci vuole. Lo riconosco.. ecco perchè non sono stata una brava cristiana!  Io non sono stata fedele a me stessa... per paura!!!

Non dico di essere arrivata ma.... almeno mi sento su questa strada ed è bellissimo !

Mi da stabilità... sicurezza. Sento davvero aumentare la mia sicurezza, il senso di originalità.
La mia identità si sta affermando e quello che me lo fa capire è la crescente consapevolezza di me... non saprei spiegarlo in altri termini...è una cosa che sento e... che mi da la bella sensazione di essere. Sì, è così... una bella sensazione di esistere. Sono e basta... senza nessuna voglia di farlo notare, di emergere, tutt'altro! E ancor meno sento il bisogno di dimostrare...

Acquisisco maggior sicurezza.... mi sento sempre più determinata
Ok, la devo lasciare...sono davvero contenta, serena...davvero SONO!!!!

 

 

Me stessa , così come sono stata voluta [23.Apr.2010]
 
 
Sento una grande serenità.
Che bella sensazione..!! Liberante...
Non mi importa più nulla di piacermi, di piacere, di essere, o di non essere. Mi vado bene così come sono, anzi... come sono stata voluta!
L'unica cosa che mi preoccupa è l'affrontare quotidianamente le persone e le situazioni nel modo più giusto, secondo coscienza.... e quindi come Dio vuole da me
Questo porta spontaneamente al miglioramento di sè e del proprio carattere, non per calcolo e premeditazione, o pretesa!
Non devo decidere come devo essere, ma semplicemente vivere come sono. Sto sentendo la vita... mi sto sentendo vivere!
Vivere senza partecipare alla vita [23.Feb.2010]

 

 

 

Da subito , nella mia vita sono stata calata come oro fuso nello stampo della paura, della colpa e del senso di inadeguatezza che ha bloccato ogni slancio
nel suo nascere.

 

Impastata di questo veleno ho cominciato a sorvolare su questo mondo senza mai entrarci perchè ogni realtà era pericolosa e non adeguata a me, come se fossi entrata per sbaglio in questo mondo senza averne il pass o l'unico pass che potessi avere fosse quello, riesumato tra gli scarti, con scritto:

"La poverina, la malata, la sottomessa".
Avevo la sensazione che non mi fosse permesso  di essere,  di esistere.

 

Sentirmi una nullità di fronte agli altri, il rifiuto del
gruppo di amici perchè considerata "strana", la competizione con le altre ragazze che, davanti allo sguardo maschile, mi trovava irrimediabilmente perdente, tutto mi diceva..."tu non puoi esistere, non
sei adatta alla vita".

Così fluttuavo in questo mondo come un fantasma, senza partecipare alla vita dando del mio e senza permettermi di entrare in contatto con gli
altri se non rinunciando alla mia identità perchè questo, mi era stato fatto capire, era il prezzo da pagare, dato che nulla di gratuito poteva
per me provenire da questa vita.

Ero sempre fuori dalla porta del mondo, a osservare da quella porta
socchiusa la realtà, attenta anche a non farmi vedere.
Ma poi ho cominciato a sentire sempre più forte lo stridere del contatto della mia intelligenza e della mia identità contro gli ingranaggi di quel
meccanismo che mi stritolava e ho ricevuto in dono il desiderio di aprirmi, di fare verità completa su di me .

 

 

 


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